giovedì 25 gennaio 2024

Il 25 gennaio 2006 usciva la prima enciclica di Benedetto XVI, "Deus caritas est". L'annuncio del Papa



Il 18 gennaio 2006, al termine della catechesi dedicata alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, Benedetto XVI annunciò la pubblicazione della sua prima enciclica, la Deus caritas est.
Il Papa firmò il testo il giorno di Natale, 25 dicembre 2005, e l'enciclica fu pubblicata il 25 gennaio successivo, Festa della Conversione di San Paolo.
Sono tutte date importanti e significative che vogliamo ricordare.
Già che ci siamo potremmo anche rileggere l'enciclica. Il testo è disponibile anche online a questo link.
Buona giornata a tutti :-)
R.

mercoledì 10 gennaio 2024

Riflessioni su fides et "sexus"

Ricevo e pubblico questa riflessione di Gemma che condivido in pieno:


E’ passato solo un anno ma c’è’ la prevedibile sensazione che nella Chiesa di Joseph Ratzinger si voglia perdere la memoria. Una messa commemorativa concessa al mattino presto, non sia mai che volesse partecipare qualcuno in più. Forse essergli stato vicino nuoce anche alla carriera chissà, non conviene troppo ricordarlo. Niente più fides et ratio, ora la teologia pare più orientata verso fides et sexus. 

Sul blog di Aldo Maria Valli mi è capitato di leggere, come a molti di noi, estratti di libro davvero stupefacenti, proprio nel senso che paiono scritti sotto effetto di sostanze. Immagino che nessun Fazio chiederà al Papa cosa ne pensa di certe teorie, visto l’alto ruolo ricoperto ora dall’’autore. Teorie a mio parere anche pericolose, utilizzabili da qualcuno per giustificare abusi su persone fragili…. Mi si vorrà scusare, ma passare da Introduzione al cristianesimo a introduzione all’orgasmo e’ tragicomico. Uno va in cerca di Dio e trova questa roba qua…

domenica 31 dicembre 2023

Benedetto XVI: " Si è pronti a scegliersi dalle parole di Gesù qualcosa che ci piace. Ma non si è disposti ad accettare lui stesso..."

Clicca qui per leggere l’introduzione che il Papa Emerito scrisse per l’edizione in lingua russa del suo Gesù di Nazaret.

Un anno senza Benedetto...il Papa ci manca sempre di più


Carissimi Amici,

è passato un anno dal giorno in cui Papa Benedetto è tornato in Cielo. 

Ci manca tantissimo: sentiamo nostalgia per il suo esempio, la sua grande fede, il suo coraggio, i suoi insegnamenti e la sua immensa cultura.

Sempre più persone, credenti o meno, lo rimpiangono e iniziano a capire quanto egli sia stato importante non solo per la Chiesa, ma per il mondo intero. Aumentano le citazioni del suo Magistero e la voglia di leggere o rileggere i suoi scritti, anche quelli precedenti la sua elezione e quelli successivi alla sua rinuncia. Benedetto ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore di tanti. Ad alcuni mancano profondamente la sua intelligenza e la sua cultura, capace di confrontarsi con tutti, anche con gli atei. Non solo il dibattito all'interno della chiesa ma anche del mondo con essa si è praticamente esaurito dopo la rinuncia del Papa e, ancora di più, dopo la sua morte.

Siamo però fortunati: noi credenti sentiamo vicina la presenza di Benedetto, certo che egli sta pregando con noi e soprattutto per noi, nell'attesa di rivederlo, quando Dio vorrà.

Alla Chiesa è venuto meno un sostegno decisivo (e un parafulmine, come abbiamo detto spesso negli anni di attività del blog). Se già dopo la rinuncia risultavano chiari confusione e cedimenti al "mondo" ora, con la partenza di Joseph Ratzinger per il Cielo, la chiesa sembra in preda ad una crisi di identità che non ha precedenti. Si tratta di una crisi di fede, che smuove alla radice le fondamenta della Cristianità, ma anche di una profonda mancanza di visione culturale e profetica.

I mass media proteggono ancora questa chiesa (in modo sempre meno convinto e convincente a dire la verità), ma il disorientamento dei fedeli è più che evidente.

Ci sono però, a mio avviso, segni concreti di speranza: molti liceali, anche nella mia città, si sono apertamente ribellati al colpo di genio di qualcuno, che ha cambiato "Gesù" con "cucù", cantando a voce alta il testo originale della canzone natalizia. Due settimane fa, in una visita guidata presso un antico Battistero, ho visto ragazzi di varie nazioni recitare alcune preghiere intorno a un antichissimo fonte battesimale. Pregavano in latino, la lingua che in quel momento univa tutti nella recita delle orazioni. Non erano pericolosi reazionari, "rigidi e "zitelle", ma ventenni in preghiera.

Benedetto aveva capito che bisogna puntare sulle nuove generazioni e insegnare loro la bellezza e la ragionevolezza della fede.

Quanto ci manca, quanto abbiamo ancora bisogno di lui...

Preghi per noi, Santo Padre.

Il blog.